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Cos’è il Preposto per la Sicurezza e chi lo nomina

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Il preposto alla sicurezza è una delle principali figure coinvolte per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro

aggiornamento corso preposto sicurezzaTra le principali figure coinvolte nell’organizzazione e nella gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro viene spesso annoverato il Preposto, una figura con compiti e obblighi specifici.

Ma che ruolo ha veramente il preposto? quali sono i suoi compiti? come e da chi viene nominato? deve ricevere una formazione specifica?
Scopriamolo insieme.

Chi è il Preposto per la Sicurezza sul Lavoro? Ecco la definizione

Nel Testo Unico per la Sicurezza il Preposto viene definito come una persona che sovrintende all’attività lavorativa, mettendo in atto delle direttive ricevute e controllandone l’esecuzione da parte dei lavoratori, non a caso lo si considera spesso la “sentinella della sicurezza”.

Si tratta di un ruolo che può essere ricoperto, a seguito di una nomina, da individui in possesso di determinate competenze professionali acquisite frequentando gli appositi corsi oppure mantenute frequentando un apposito aggiornamento corso preposto per la sicurezza.

Tuttavia capi-squadra, capi-officina, capi-reparto, sono spesso considerati come Preposti per la Sicurezza Sul Lavoro per via del potere gerarchico e organizzativo che ricoprono all’interno dell’azienda in cui operano, anche se non hanno ricevuto alcuna nomina.

Le indicazioni della Corte di Cassazione sul ruolo del preposto

Come ci ricorda la Suprema Corte in una recente sentenza, “accanto al datore di lavoro sono menzionati dal decreto i dirigenti ed i preposti, dei quali non si dà una espressa definizione, per cui tali qualità discendono dalla loro posizione assunta all’interno delle singole aziende o enti.
Venendo a considerare la figura dei preposti […], la nozione si ricava dall’articolo 1 comma 4- bis che riprende il concetto contenuto nell’articolo 4 dei Decreti del Presidente della Repubblica 547/55 e 303/56, definendoli come i soggetti che sovraintendono all’espletamento delle attività soggette alla normativa prevenzionale.

Con il termine “sovrintendere”, secondo il concorde orientamento della dottrina e della giurisprudenza, si indica l’attività rivolta alla vigilanza sul lavoro dei dipendenti per garantire che esso si svolga nel rispetto delle regole di sicurezza.

Non spetta al preposto adottare misure di prevenzione, ma fare applicare quelle predisposte da altri, intervenendo con le proprie direttive ad impartire le cautele da osservare.

Con l’articolo 90 del Decreto Legislativo 626/94, così come modificato dal Decreto Legislativo 242/96 è stato ampliato il precetto prevenzionale diretto al preposto [ulteriormente ampliato dal D.Lgs. 81/08, n.d.r.], ma perché possa essere chiamato a risponderne in concreto occorre che utilizzando il criterio guida dell’effettività egli abbia in concreto il potere di intervenire nei compiti precettati, per cui l’area della sua responsabilità viene circoscritta dagli effettivi poteri a lui spettanti, indipendentemente dalle più ampie indicazioni normative” 
(Corte di Cassazione – Sezione Quarta Penale, sentenza 21 aprile 2006, n. 14192).

Nomina del Preposto per la Sicurezza

Chiariamo subito che non è obbligatorio nominare un Preposto per la sicurezza all’interno del luogo di lavoro, in quanto come accennato in precedenza ci sono delle figure che di fatto svolgono quel compito di vigilanza e controllo anche senza “investitura”.
Tuttavia nel caso in cui il Datore di Lavoro decida di nominare ufficialmente un preposto per la sicurezza, deve provvedere alla stesura di una lettera di nomina che dovrà avere le seguenti caratteristiche:

  • deve recare data certa;
  • deve conferire al preposto tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo necessari a svolgere i compiti che gli saranno affidati;
  • deve essere accettata dal preposto per iscritto;

Ci sono casi in cui la nomina avviene per subdelega da parte del Dirigente per la Sicurezza, figura gerarchicamente superiore al preposto anche se ha compiti pressochè analoghi.

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