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Norma CEI 11-27:2025 per i lavori elettrici

Operatore su cestello con imbracatura al lavoro su palo e cavi elettrici.

La Norma CEI 11-27, pubblicata dal Comitato Elettrotecnico Italiano, è il riferimento tecnico nazionale per la sicurezza dei lavori sugli impianti elettrici e delle attività lavorative connesse o svolte nelle loro vicinanze.

Per organizzare questi interventi, la CEI 11-27:2025, VI edizione, mette in relazione le procedure e le modalità di lavoro con le distanze da rispettare e le responsabilità delle persone coinvolte. Questo coordinamento aiuta a gestire il rischio elettrico nei luoghi di lavoro.

Scopo e contenuti della Norma CEI 11-27

Durante una manutenzione le condizioni in cui si lavora dipendono anche dalle manovre compiute da altre persone. Chi interviene deve perciò poter contare su un’organizzazione condivisa attenta a tutte le figure coinvolte.

Per capire cosa prevede la Norma CEI 11-27, pensiamo a una regia del lavoro: le prescrizioni di sicurezza e le procedure di lavoro e di esercizio coordinano chi opera e chi conduce l’impianto.

Il rapporto con D.Lgs. 81/2008 e CEI EN 50110-1

Il D.Lgs. 81/2008, Testo Unico sulla sicurezza, stabilisce gli obblighi: l’articolo 80 riguarda i rischi elettrici, l’82 i lavori sotto tensione e l’83 quelli non elettrici vicino a parti attive non adeguatamente protette.

Per applicare queste prescrizioni la CEI 11-27 offre il riferimento tecnico nazionale derivato dalla norma europea CEI EN 50110-1:2024-05 e organizzato secondo la stessa struttura.

L’Interpello n. 3/2012 conferma questo riferimento per riconoscere l’idoneità ai lavori sotto tensione ammettendo altre norme tecniche pertinenti in ambito europeo o internazionale.

La CEI 11-27:2025 è l’edizione vigente

L’ultima edizione è la CEI 11-27:2025-10, pubblicata nell’ottobre 2025 ed entrata in vigore il 1° novembre 2025. Il periodo transitorio in cui era applicabile anche la CEI 11-27:2021 si è concluso il 29 maggio 2026.

Chi utilizza procedure o materiali formativi basati sul testo precedente deve quindi riesaminarli, verificando quali novità interessano le attività svolte.

Tecnico e responsabile preparano un lavoro elettrico secondo la Norma CEI 11-27

Le modifiche rispetto all’edizione 2021

Le novità della CEI 11-27:2025 illustrate dal CEI accompagnano l’allineamento alla CEI EN 50110-1:2024 e riguardano:

  • figure organizzative: cambiano gli acronimi e le definizioni dei ruoli coinvolti.
  • Attività lavorativa, lavoro e supervisione: vengono aggiornate le definizioni.
  • Distanze di lavoro: si precisano i criteri per valutare lo spazio necessario all’intervento.


Allegati informativi: introducono approfondimenti sui pericoli degli archi elettrici (Arc Flash) e sulle disposizioni per l’emergenza.

Testo ufficiale ed Errata Corrige

Il testo integrale della CEI 11-27 si acquista, anche in PDF, nel catalogo CEI e va consultato insieme all’Errata Corrige CEI 11-27;EC, pubblicata a dicembre 2025 e vigente da gennaio 2026.

Le correzioni aiutano a orientarsi fra le prescrizioni: un quesito di un lettore su ImpiantiNews segnalava, per esempio, che il rimando «vedi 0» impediva di trovare il paragrafo richiamato. L’EC rettifica quei riferimenti e accompagna la VI edizione.

Questa guida offre una sintesi; l’applicazione richiede il testo ufficiale completo.

Campo di applicazione della CEI 11-27

La stessa attività di pulizia può richiedere precauzioni diverse sulla base del punto di vista dal quale viene eseguita. Per individuare le prescrizioni applicabili si considera quindi come il lavoro può esporre al pericolo elettrico.

Impianti e attività compresi

Il campo di applicazione comprende impianti elettrici fissi o mobili, permanenti o provvisori a qualunque livello di tensione: segue il percorso dell’energia dalla produzione fino all’utilizzazione, attraverso trasmissione, trasformazione e distribuzione.

Rientra quindi nel suo ambito anche un impianto provvisorio di cantiere perché le prescrizioni accompagnano l’esercizio dell’impianto durante i lavori e la manutenzione.

Lavori non elettrici in prossimità degli impianti

Anche chi esegue un lavoro edile può esporsi al rischio se lavora vicino a parti attive normalmente destinate a essere in tensione.

La norma considera perciò anche lavori non elettrici vicino agli impianti, alle linee elettriche aeree o ai cavi sotterranei non isolati o insufficientemente isolati.

Lavori sotto tensione oltre i limiti della bassa tensione

L’applicazione a ogni livello di tensione ha un’eccezione: i lavori sotto tensione oltre 1.000 V in corrente alternata o 1.500 V in continua sono trattati dalla CEI 11-15.

La CEI 11-27 resta applicabile ai lavori fuori tensione e in prossimità anche sugli impianti che superano la bassa tensione.

Modalità di lavoro e distanze di sicurezza

Un quadro chiuso e protetto presenta condizioni diverse da uno con parti attive accessibili. Schermi e barriere idonei possono impedire di raggiungere le parti in tensione: nel valutare l’intervento occorre quindi considerare anche queste protezioni e la loro efficacia.

Lavori fuori tensione, in prossimità e sotto tensione

La modalità di lavoro dipende dallo stato delle parti attive e da dove possono arrivare il corpo o le attrezzature impiegate:

  • fuori tensione: sulle parti interessate dopo la messa in sicurezza, che comprende, fra l’altro, sezionamento, protezione contro la rialimentazione e verifica dell’assenza di tensione.
  • In prossimità: nella zona prossima a parti attive accessibili, restando all’esterno della zona sotto tensione.
  • Sotto tensione: a contatto con parti attive in tensione o entrando nella relativa zona di lavoro.

Questa distinzione permette di individuare le misure di sicurezza da applicare secondo la procedura prevista.

Le distanze DL, DV e DA9

I confini di queste zone si leggono attraverso tre distanze, riferite alle parti attive accessibili:

Schema delle distanze DL, DV, DA9 previste per i lavori vicino a parti elettriche attive

I valori variano con la tensione dell’impianto: DL e DV sono definiti dalla norma mentre DA9 riprende le distanze dell’Allegato IX del D.Lgs. 81/2008.

La nuova distanza di lavoro DW

DW è la distanza di lavoro minima fra le parti nude in tensione e il corpo o gli attrezzi, nei lavori in prossimità o vicinanza.

Per stabilirla si considera il confine da rispettare insieme a:

“E”, distanza ergonomica: tiene conto di movimenti involontari ed errori nel valutare le distanze.

“L”, distanza dell’apparecchiatura: corrisponde alla lunghezza dell’oggetto.

Un utensile che ruota può infatti avvicinarsi alle parti attive anche con l’operatore fermo: lo spazio di lavoro deve tenerne conto.

Le figure organizzative della CEI 11-27:2025

Per lavorare in modo coordinato gli addetti devono sapere a chi rivolgersi. Questa chiarezza va mantenuta anche quando cambia la persona che conduce l’intervento sul posto, assicurando il trasferimento delle responsabilità a chi le subentra.

GI e RI nella gestione dell’impianto

Il GI, Gestore dell’Impianto, ha la responsabilità complessiva dell’esercizio in sicurezza dell’impianto e ne definisce le regole organizzative.

Per la conduzione durante i lavori designa il RI, Responsabile dell’Impianto, che cura le condizioni necessarie all’intervento e si coordina con chi dirige il lavoro.

La corrispondenza di questi incarichi con datore di lavoro, dirigente e preposto del D.Lgs. 81/2008 va valutata in base alle funzioni effettivamente svolte.

GL, RLE e LAV nell’organizzazione del lavoro

La preparazione spetta al GL, Gestore programmazione lavoro, che organizza l’intervento e individua le risorse necessarie.

Sul posto, il RLE, Responsabile del Lavoro Elettrico, conduce e supervisiona l’attività, dando indicazioni al LAV, lavoratore, che esegue il compito affidato secondo le misure di sicurezza stabilite.

GL e RLE possono coincidere se l’organizzazione lo consente e la persona possiede le competenze per entrambi gli incarichi.

Dalle sigle URI, URL e PL ai nuovi ruoli

Le procedure basate sull’edizione 2021 possono riportare sigle diverse. Per riconoscere i ruoli, queste sono le corrispondenze sostanziali:

Corrispondenza tra i ruoli URI, RI, URL e PL del 2021 e GI, RI, GL, RLE e LAV del 2025

LAV rende inoltre esplicito il ruolo del lavoratore. Poiché cambiano anche le definizioni, aggiornare le procedure richiede di confrontare i compiti assegnati con quelli della nuova edizione.

La preparazione del lavoro elettrico

Preparare un intervento richiede anche comunicazioni senza equivoci perché un’informazione fraintesa può vanificare le precauzioni previste.

Un orario concordato, per esempio, non autorizza a iniziare: occorre il via libera comunicato da chi ne ha la responsabilità.

Le condizioni da definire prima dell’inizio

Prima di eseguire un lavoro elettrico occorre quindi:

  1. Identificare l’attività e la parte d’impianto.
  2. Valutare condizioni ambientali e interferenze.
  3. Scegliere la modalità di lavoro.
  4. Attribuire i ruoli e verificare le competenze.
  5. Definire misure di sicurezza, attrezzature e documenti.
  6. Scambiare le informazioni e acquisire il benestare previsto.

Questa è una sintesi informativa che va poi sviluppata secondo le procedure applicabili.

Il peso delle misure scelte emerge dalla Cassazione n. 38293/2025: nell’infortunio del 2017, un terzo ripristinò l’alimentazione durante il collegamento di una cella frigorifera. Il nastro adesivo sull’interruttore non aveva impedito quella manovra: occorreva prevenire la rialimentazione non autorizzata.

Tecnico applica un dispositivo di blocco a un sezionatore prima di un lavoro elettrico

Piano di Lavoro e Piano di Intervento

Il Piano di Lavoro (PdL) dà forma alle scelte sull’impianto: il RI, o un incaricato, vi definisce le operazioni e l’assetto da assumere e mantenere durante i lavori.

Il Piano di Intervento (PI), a cura del GL o del RLE, descrive come lavorare in quelle condizioni, specificando le misure di sicurezza, le attrezzature e i dispositivi di protezione individuale.

Su impianti complessi, entrambi i piani sono previsti per iscritto; la complessità può dipendere, per esempio, da più alimentazioni. A uno stesso PdL possono corrispondere più PI per interventi diversi.

Consegna, benestare e restituzione dell’impianto

Consegna dell’impianto. Il RI comunica al RLE le condizioni della parte interessata, che viene così presa in carico.

Benestare all’inizio del lavoro. Su questa base, ricevuta l’autorizzazione del RI e verificate le misure di sicurezza, il RLE dà il benestare agli addetti.

Restituzione dell’impianto. Terminata l’attività, il RLE riconsegna l’impianto al RI, precisandone lo stato.

Prove, misure e controlli funzionali

Prove elettriche, misure elettriche e controlli funzionali verificano le caratteristiche e il funzionamento dell’impianto. Per prepararli occorre considerare le condizioni in cui si opera, fra cui l’accessibilità delle parti attive e le distanze raggiungibili con gli strumenti.

Pensiamo a una ricerca guasti: può richiedere misure con l’impianto alimentato e poi una riparazione fuori tensione. Poiché cambiano le condizioni, ogni fase richiede una propria classificazione e preparazione. Lo stesso criterio vale per collaudi, manovre di esercizio e ispezioni.

Le competenze richieste agli addetti ai lavori elettrici

La formazione sulla sicurezza sul lavoro va rapportata al ruolo ricoperto e alle attività svolte. Per i lavori elettrici, la CEI 11-27 distingue PES, PAV e PEC e disciplina l’idoneità per determinati lavori sotto tensione.

Il corso contribuisce a questa formazione, senza che l’attestato attribuisca automaticamente condizione o idoneità.

Per comprendere il rapporto fra competenze e lavori consentiti, leggi la guida a PES, PAV, PEC e idoneità ai lavori sotto tensione.

Approfondimenti
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