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Come e quando si fa la visita di idoneità al lavoro?

Tutto quello che c'è da sapere sulla visita medica lavoro - medicina del lavoro

Tutto quello che c'è da sapere sulla visita medica lavoro - medicina del lavoroLa visita di idoneità viene effettuata per valutare la presenza o l’eventuale assenza dei requisiti necessari affinché il dipendente possa lavorare in sicurezza e in condizioni di benessere psico-fisico. Preliminari alla visita di idoneità sono una serie di esami ematici di laboratorio; inoltre il medico competente può richiedere, a sua discrezione, di effettuare esami o accertamenti aggiuntivi qualora lo ritenga necessario.

Cos’è la visita di idoneità e quando si effettua

Il medico di medicina del lavoro dell’azienda o dell’ente effettua visite mediche o richiede accertamenti a tutti i dipendenti (infermieri, Oss, amministrativi, ecc.) al momento dell’assunzione o periodicamente nel corso della vita lavorativa.

Si tratta di una visita d’idoneità atta a valutare la presenza o meno dei requisiti per poter lavorare in sicurezza e in condizioni di benessere psico-fisico.

La visita medica per il lavoro viene effettuata:

  • al momento dell’assunzione, con l’obiettivo di identificare l’idoneità o meno all’impiego
  • periodicamente – annualmente oppure ogni 2 o 3 anni a seconda del regolamento aziendale – per controllare lo stato di salute del dipendente
  • dopo un periodo di malattia o infortunio lungo (di norma superiore a 60 giorni)
  • qualora il dipendente abbia un peggioramento delle condizioni di salute, per cui può essere necessario valutare il cambio di mansione e rivalutare la presenza o meno dell’idoneità lavorativa
    su richiesta del lavoratore, nel momento in cui deve presentare della documentazione che attesta un peggioramento dello stato di salute.
  • Di norma, poco prima di sottoporsi alla visita viene richiesto al dipendente di eseguire alcuni esami ematici; questi comprendono esami di routine (emocromo, biochimica), ma anche esami sulla virologia (HBV, HCV).

Possono essere richiesti i titoli anticorpali delle più frequenti malattie esantematiche (rosolia, varicella, ecc.) ed eventualmente il test della Mantoux o in alternativa il dosaggio del quantiferon (per diagnosticare la malattia da TBC o identificare un eventuale contatto).

Una volta effettuati gli esami, ci si reca dal medico competente che oltre a controllare gli esami ematici, effettua una visita dettagliata (controlla i parametri vitali, ausculta il torace, effettua un esame obiettivo).

Qualora il dipendente abbia problemi di salute, è utile portare la documentazione personale per farla visionare nel corso della visita. Il medico competente può richiedere, a sua discrezione, di effettuare esami o accertamenti aggiuntivi qualora lo ritenga necessario.

Al termine della visita, il medico compila il referto, nel quale viene indicato innanzitutto se il dipendente è o meno in buona salute ed è quindi idoneo al lavoro.

Se vengono riscontrate problematiche, oppure il lavoratore ha patologie che ne precludono l’attività lavorativa, può indicare nel referto le eventuali limitazioni lavorative. Le limitazioni sono secondarie non sono a problematiche fisiche, ma anche a problematiche psicologiche.

Le limitazioni per il dipendente possono comportare uno spostamento di U.O. oppure un cambio del piano delle attività.

Se il lavoratore non è d’accordo con il referto medico, può fare ricorso entro 30 giorni dall’emissione dello stesso.

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