RSPP – Responsabile del servizio prevenzione e protezione
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è una figura fondamentale nella sicurezza sul lavoro. Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro prevede che, in ogni realtà in cui operano lavoratori, il datore di lavoro debba organizzare il servizio di prevenzione e protezione e designare un RSPP (interno o esterno, in base ai casi).
Tutto quello che c’è da sapere sulla figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) nella sicurezza sui luoghi di lavoro
Oggi la figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) trova il suo principale riferimento normativo nel D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro). La disciplina riguardante i requisiti, i compiti e la formazione obbligatoria per questo ruolo è stata recentemente aggiornata e riorganizzata dal Nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025), che ha introdotto standard formativi più stringenti e unificato le disposizioni precedenti.
In questo approfondimento cerchiamo di toccare tutti gli aspetti di questa figura, a partire dal significato della sigla con la quale si identifica, per finire con i suoi compiti e le responsabilità fondamentali all’interno dell’organizzazione aziendale.Questa figura è stata introdotta nell’ordinamento con il D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, in attuazione di direttive europee sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
Cosa significa RSPP?
RSPP è l’acronimo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. È una figura centrale nella gestione della sicurezza sul lavoro, perché coordina (o contribuisce a coordinare) le attività di prevenzione e protezione dai rischi.
In pratica, l’RSPP può essere interno all’azienda, esterno (professionista/servizio specializzato) oppure, nei casi previsti, può coincidere con il datore di lavoro. In ogni situazione deve avere capacità e requisiti adeguati alla natura dei rischi presenti e alle attività svolte.
Il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) è l’insieme di persone, sistemi e mezzi – interni o esterni – dedicati alla prevenzione dei rischi professionali. L’RSPP ne è il responsabile e lavora in raccordo con le altre figure della sicurezza, come RLS (Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza).
Chi può ricoprire il ruolo di RSPP?

In alcuni casi particolari, e solo entro i limiti previsti, può svolgere il ruolo direttamente il datore di lavoro (in questi casi si parla di RSPP datori di lavoro).
La scelta non dipende solo dal numero di lavoratori: contano anche settore, organizzazione e livello di rischio. In alcuni contesti specifici la legge richiede che il servizio di prevenzione e protezione sia interno.
A supporto dell’RSPP possono essere designati anche gli ASPP (Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione), che lo affiancano nelle attività operative e di controllo.
Quali sono i compiti del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione?
Senza dubbio una delle caratteristiche di maggior rilievo del RSPP è quella di essere un soggetto che esercita una funzione consultiva e propositiva.
In particolare sono di sua competenza le seguenti funzioni:
- individuare i fattori di rischio e contribuire alla valutazione dei rischi;
- elaborare (o proporre) misure di prevenzione e protezione e i relativi sistemi di controllo;
- elaborare procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
- proporre programmi di informazione, formazione e addestramento dei lavoratori;
- partecipare alle consultazioni e ai momenti di confronto sulla sicurezza (in raccordo con datore di lavoro, RLS e medico competente);
- fornire alle persone coinvolte le informazioni necessarie sul sistema di prevenzione aziendale.
Chi nomina il RSPP
In base al Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008), l’RSPP è designato dal datore di lavoro. Si tratta di un obbligo non delegabile: il titolare (oppure, nella Pubblica Amministrazione, il dirigente o il funzionario individuato con poteri di gestione e spesa) deve assumersi la responsabilità diretta della scelta.
Il conferimento dell’incarico deve essere sempre formalizzato e reso tracciabile (tramite lettera di incarico, protocollo o PEC) e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) deve essere preventivamente consultato sulla designazione.
La scelta può ricadere su tre opzioni:
- RSPP interno: un lavoratore già presente in organico con requisiti idonei. In contesti specifici (ad esempio aziende industriali con oltre 200 lavoratori o strutture di ricovero con oltre 50 lavoratori, oltre ad altri casi previsti dalla norma), la legge impone che il servizio sia interno.
- RSPP esterno: un professionista o un servizio esterno specializzato. Anche in questo caso, il datore di lavoro rimane il responsabile ultimo dell’organizzazione della prevenzione.
- Datore di lavoro come RSPP (DL-RSPP): il titolare può svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione ma solo entro i limiti dimensionali previsti dall’Allegato II e previo specifico percorso formativo e di aggiornamento.
N.B.: l’omessa designazione dell’RSPP è un’inadempienza grave che espone il datore di lavoro a sanzioni.
Quali sono i requisiti per diventare RSPP?
I requisiti per essere designati RSPP sono definiti dall’art. 32 del D.Lgs. 81/2008 e, per struttura e contenuti dei percorsi, dall’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025. In pratica la norma si regge su tre pilastri: titolo di studio, formazione abilitante e aggiornamento continuo.
Titolo di studio minimo
È richiesto un diploma di istruzione secondaria superiore (con una deroga “storica” per chi svolgeva già la funzione da almeno 6 mesi al 13/08/2003, dopo aver completato i corsi previsti).
Formazione specifica (percorso modulare)
Il percorso costruisce competenze progressive: dalla cornice normativa alla valutazione dei rischi (DVR), fino alle misure di prevenzione e protezione (procedure, DPI, emergenze, informazione/formazione/addestramento). È articolato in:
- Modulo A (28 ore): base comune su pericolo, rischio, danno e sistema istituzionale della prevenzione.
- Modulo B comune (48 ore): parte tecnica sui rischi presenti nelle attività lavorative (fisici, chimici, biologici, ergonomici e psicosociali) e sulle misure tecnico-organizzative.
- Moduli B-SP di specializzazione: richiesti solo per alcuni settori (Agricoltura-Silvicoltura-Zootecnia 16h, Pesca 12h, Costruzioni 16h, Sanità residenziale 12h, Chimico-Petrolchimico 16h).
- Modulo C (24 ore): riservato all’RSPP, con taglio gestionale e relazionale (comunicazione, organizzazione, cultura della sicurezza, sistemi di gestione).
Nota: le durate indicate non includono le verifiche finali di apprendimento.
Esoneri (quando previsti)
Alcune classi di laurea elencate nell’Allegato I dell’Accordo 2025 possono esonerare dalla frequenza del Modulo A e del Modulo B (comune e specialistico). L’esonero va documentato con il titolo di studio e verificato dal soggetto formatore in fase di iscrizione. Il Modulo C resta in genere necessario, salvo specifiche equivalenze documentate.
Aggiornamento quinquennale
Per mantenere valida l’abilitazione, l’RSPP deve svolgere almeno 40 ore di aggiornamento ogni 5 anni. Il quinquennio decorre dalla conclusione del Modulo B comune.
Nota pratica: se l’aggiornamento è scaduto, la funzione non è esercitabile finché non viene completato; entro 10 anni di ritardo non si perde il credito dei corsi abilitanti, ma bisogna comunque rientrare in regola prima dell’affidamento dell’incarico.
Crediti e riconoscimenti
Quando contenuti e obiettivi di percorsi già svolti si sovrappongono (in tutto o in parte) a quelli previsti per RSPP/ASPP, possono essere riconosciuti crediti formativi secondo le tabelle dell’Accordo, evitando duplicazioni.
Come si diventa RSPP?
Che all’interno dell’azienda questo ruolo sia ricoperto da un lavoratore, da un professionista esterno o, in alcuni casi, dallo stesso datore di lavoro, per diventare RSPP è necessario completare un percorso di formazione specifico (se ti interessa scopri tutti i nostri corsi sicurezza online).
In genere il percorso per RSPP (lavoratori o consulenti) è articolato in moduli “progressivi”, dalla base alla gestione pratica della prevenzione:
- Il primo dei 3 moduli fornisce le conoscenze di base riguardante la sicurezza e il mondo del lavoro.
- Il secondo modulo invece non è altro che una sorta di corso di specializzazione riguardante la valutazione dei pericoli in determinati settori definiti dalla classificazione ATECO.
- Il terzo modulo fornisce nozioni riguardanti i pericoli psicosociali nel mondo del lavoro e come prevenirli, e fornisce anche conoscenze riguardo l’organizzazione dei turni lavorativi e lo stress lavorativo.
Ecco dove puoi trovare i nostri corsi RSPP e l’aggiornamento corso RSPP:
Dopo l’abilitazione, per mantenere valida la funzione è previsto l’aggiornamento quinquennale (40 ore ogni 5 anni). Se l’aggiornamento è scaduto, la funzione non è esercitabile finché non si rientra in regola.
