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Sicurezza sul lavoro nell’edilizia

In Italia, la Direttiva 92/57/CEE relativa all’organizzazione e pianificazione dei lavori nei cantieri, è oggi riunita all’interno del titolo IV, con il d.lgs 81/2008. I cantieri temporanei o mobili costituiscono un settore di attività molto delicato e rischioso per i lavoratori, pertanto, alle imprese che operano in edilizia, al fine di evitare infortuni, occorre in primis individuare i rischi presenti per i lavoratori ed in secundis  adottare diverse misure di protezione per eliminarli o ridurli il più possibile.

Nei cantieri nei quali è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese esecutrici è obbligatorio pianificare la sicurezza sul lavoro mediante il Piano di sicurezza e coordinamento (PSC), uno strumento efficace ed operativo per la gestione dei rischi reali, preventivamente individuati e valutati.

Nell’ambito dei lavori pubblici, nei casi in cui non sia obbligatoria la redazione del PSC (cantieri con una sola impresa), bisogna redigere il Piano di sicurezza sostitutivo (PSS) che ha la stessa forma e gli stessi contenuti del PSS ma è redatto a cura dell’appaltatore o del concessionario e non prevede la stima dei costi della sicurezza.

Infine, il Piano operativo di sicurezza (POS) è il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige per la pianificazione della sicurezza in riferimento al singolo cantiere interessato.

Una corretta pianificazione necessita dell’elenco delle attività per l’esecuzione dell’opera e della preventiva determinazione dei soggetti che dovranno intervenire nel cantiere, con le modalità del loro avvicendamento e le eventuali interferenze lavorative.

Infatti, nel PSC è necessario condurre l’analisi dei rischi per tutte le attività lavorative prevedibili nel cantiere e per ciascuna attività e, successivamente, individuare le procedure atte a garantire il rispetto delle misure di prevenzione e protezione.

L’analisi dei rischi specifici può essere eseguita in due modi: con un’analisi a priori o una a posteriori.

L’analisi a priori viene condotta a partire da un possibile rischio connesso all’attività lavorativa (la caduta dall’alto di un lavoratore da un ponteggio), analizzando le possibili circostanze che possono determinarlo (assenza di protezioni collettive, assenza di protezioni individuali, inefficienza dei dispositivi di protezione, ecc.). Quest’ultimo tipo di analisi è quella solitamente adottata per il cantiere.

L’analisi a posteriori invece, si riferisce a casi avvenuti nel passato; si parte dal considerare l’infortunio, causato dall’attività lavorativa e si analizzano le circostanze che hanno preceduto l’evento e che ne hanno determinato l’accadimento. Il processo consente di individuare le cause dell’infortunio e di definire i provvedimenti del caso.

Anche i tipi di intervento che si possono attuare per salvaguardare la sicurezza di un ambiente lavorativo sono di due tipi: prevenzione, cioè la riduzione della probabilità che si verifichi l’evento che può produrre danno; protezione, ovvero la limitazione degli effetti negativi di un evento dannoso.

Dopo aver valutato e stabilito il possibile rischio, è necessario infine individuare le misure atte a prevenirlo e a proteggersi da quest’ultimo.

Trattasi di procedure organizzative e operative (regolamento di cantiere) misure tecniche di prevenzione e protezione collettiva (recinzioni temporanee e mobili per il cantiere, ponteggi e segnaletica antinfortunistica da cantiere); dotazione ed utilizzo di adeguati dispositivi di protezione individuale (attrezzatura individuale del lavoratore: casco ed imbracatura anticaduta); attività di informazione Corsi per Lavoratori , di formazione e di addestramento con Corsi lavoratori sulla sicurezzaaggiornamenti tecnologici.

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